Giovanni Paisiello – Pulcinella Vendicato nel Ritorno di Marechiaro – Cappella de’ Turchini – Antonio Florio – G. De Vittorio – R. Invernizzi


G. Paisiello: Pulcinella Vendicato nel Ritorno di Marechiaro (Teatro de’ Fiorentini, Napoli, 1769)

A. Florio, Cappella de’ Turchini, G. De Vittorio, R. Invernizzi

Il “pugliese napoletano” più famoso del suo tempo (Paisiello era nato a Taranto nel 1740) non aveva ancora trent’ anni quando, alla fine del 1769, si trovò a misurarsi sulle scene del Teatro dei Fiorentini di Napoli con un corregionale particolarmente agguerrito, Giacomo Insanguine detto, dalla città d’ origine, “il Monopoli”, la cui commedia per musica L’ Osteria di Marechiaro l’ anno precedente aveva costituito il fortunato esordio del librettista napoletano Francesco Cerlone. Caso davvero eccezionale, quel testo ebbe un tale successo da essere ripreso e rimusicato integralmente da Paisiello nello stesso anno e per lo stesso teatro, con altrettanto esito e repliche che durarono fino al 1770, tanto che scrisse Cerlone: “cosa non mai sortita che replicata si sia cento sere una commedia in musica in una città medesima e sempre con indicibile concorso”. Mentre la partitura di Insanguine è perduta, L’ Osteria di Marechiaro di Paisiello non è un’ opera totalmente sconosciuta, essendo già stata ripresa modernamente e addirittura incisa in due differenti versioni. Ma si ignorava la “farsetta” utilizzata come ultimo atto della commedia che reca il titolo autonomo di Pulcinella vendicato nel ritorno di Marechiaro. Si deve al giovane musicologo di formazione cremonese, Alessandro Lattanzi – che a Paisiello ha dedicato anni di profonde ricerche – lo studio e l’ edizione critica di questa farsa, la cui attribuzione a Paisiello (negata in passato da alcuni studiosi, che ne avevano anche tramandato l’ errato titolo di Claudia vendicata) è comprovata senza ombra di dubbio dalla redazione autografa del manoscritto nella Biblioteca del Conservatorio di Napoli e da un’ altra fonte datata 1770 oggi a Londra. Ne è nato prontamente un progetto di recupero ed allestimento scenico condotto, per conto del Conservatorio di Napoli e del Teatro San Carlo, con la indiscussa competenza filologica dal barese Antonio Florio e dalla sua Cappella della Pietà dei Turchini.

Dinko Fabris

Suggerisco vivamente di leggere un bellissimo articolo di Isabella Chiappara dedicato a questa piccola gemma:

http://www.saladelcembalo.org/histori…

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